
Meno “dove parcheggio?”, più “cosa mi sto perdendo?”.
Una mail alla settimana per scoprire angoli, nomi e storie di Trento che di solito scorrono sullo sfondo.
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Pensavo di conoscere la città piuttosto bene, poi ho iniziato a leggere Sotto il Bondone e ho scoperto che non sapevo niente dei nomi delle vie, delle targhe e dei personaggi nascosti. Adesso quando cammino in centro mi fermo davanti ai portoni come una turista in gita scolastica.
Ne ricevo mille, la maggior parte finisce in archivio senza passare dal via. Il venerdì invece apro Sotto il Bondone subito: è breve, fa sorridere e mi dà sempre almeno una cosa da raccontare a cena. Non promette di ‘cambiarti la vita’, ma il modo in cui guardi Trento sì.
Finalmente qualcuno che parla di storia e cultura senza usare il tono da libro di testo. Le storie sono curate, piene di dettagli nerd, ma raccontate come se fossimo al bar. È l’unica volta in cui leggo di un convento o di una targa e non mi viene voglia di chiudere la pagina.
Sotto il Bondone sembra la newsletter di quell’amico che sa sempre un aneddoto in più su ogni angolo della città. Fa il lavoro sporco tra archivi, libri e chiacchiere con gli anziani, e tu ti godi solo il risultato: una volta a settimana, una storia che ti fa guardare Trento con occhi nuovi (e con un po’ più di ironia).